Mostra di dischi in vinile – Presentazione di Floriana Mauro

Mostra di dischi in vinile – Presentazione di Floriana Mauro

La voce dei colori

di Floriana Mauro
Mostra “Arie come linguaggio universale”.

Un progetto promosso dalla Associazione Culturale ” Associazione Arte altra” sotto la direzione artistica di Simona Sarti.

Nel vuoto spazio del tempo presente l’ideale estetico del bello ha percorso strade nuove, costruendo un’idea inedita , elaborando strategie e modelli inconsueti, offrendo percezioni impreviste nelle quali il corpo umano è divenuto assoluto protagonista. Seguendo Oskar Wilde secondo cui “o si è un’opera d’arte o la si indossa” , si è passati , oggi , con ostinata costanza, dal guardare un’opera d’arte a essere, o progettare di essere , un’opera d’arte. Il mito della perfezione di un corpo plasmabile per le esigenze di un nuovo apparire si afferma con caparbia assertività e struttura il nostro essere nel presente. Nonostante ciò, non possiamo
non rilevare quanto ancora oggi e forse più ancora, sia necessaria, all’esistere contemporaneo, la ricerca di senso , l’individuazione di itinerari interiori, la identificazione di relazione tra pensiero e sentimento, tra ragione e emozione. Si avverte l’esigenza di cercare e trovare nuove strade perché le cose, insieme al
nostro vivere ,trovino una nuova eternità, offrano una diversa lettura, stimolino nuove riflessioni.
Come già all’inizio del Novecento , avvertendo il carattere complesso del percorso che la Storia si apprestava ad avviare , il Dada con le sue provocazioni materiali e concettuali concretizzò quella crisi, così oggi , palpabile il passaggio storico e culturale, l’arte ha bisogno di percorrere altre strade, di rincorrere altre idee, di invadere campi limitrofi. Uno di essi, forse il più antico fra tutti e per questo il più presente e più sentito è quello che lega arti figurative e musica. Come già Kandinskij e Klee avevano dichiarato e teorizzato e Debussy o Wagner e Schonbèrg avevano tradotto in note, armonie musicali e colori creano la percezione di un universo equilibrato ed euritmico. Nella specificità dei linguaggi, gli stimoli offerti dalla relazione arte e musica producono una rielaborazione del tutto originale della forma pittorica e musicale e dei rispettivi idiomi espressivi. Impressione visiva e percezione dei fatti musicali convivono in una simbiosi cosmica, dove il ruolo
di pittori e musicisti fluttua in un fecondo dialogo. Il colore acquista spessore e importanza in pittura quanto in musica, soprattutto nella tessitura timbrica del suono.
Ogni colore produce un effetto psichico sullo spettatore, dall’attrazione alla dispersione, dalla concentricità all’eccentricità, dalla staticità al dinamismo.
Obiettivo di questa mostra è porsi nel solco di una storia tracciata in altre epoche , ma che si rinnova e afferma nel presente, evocando nello spettatore il senso antico e moderno del riuso di un oggetto cui attribuisce un nuovo scopo – nel nostro caso il disco, oggetto immediatamente riconoscibile per forma e materiale, afferente al campo semantico dell’ascoltare – come gli artisti dadaisti, a loro modo, avevano sorprendentemente saputo proporre. Il disco , oggetto evocativo e simbolico della percezione sonbra, cambia funzione d’uso e diviene supporto al colore e alla figura che i trenta artisti presenti in mostra hanno voluto realizzare. Il disco come tavolozza, come supporto, come specchio sul quale riflettere il proprio immaginario, rappresenta, in questo particolare contesto, un’antitesi  concettuale che libera l’evento artistico da qualsiasi componente descrittiva e favorisce una percezione sulle corde dell’emozione. Il particolare allestimento voluto da Simona Sarti potenzia ulteriormente questa relazione offrendo al pubblico la suggestione di una completa immersione nella voce dei colori.